GASPARE GOGGI VENERABILE, ONORATO A ROMA

IL VENERABILE GASPARE GOGGI

ONORATO A SANT’ANNA DEI PALAFRENIERI

Città del Vaticano, 14 febbraio 2026

 

“La scelta di celebrare qui, in Sant’Anna, la Messa di ringraziamento al Signore per avere acceso nella Santa Chiesa una nuova «luce», Don Gaspare Goggi, che il 21 novembre scorso il Papa ha dichiarato «venerabile», ha un significato speciale”, ha esordito il card. Marcello Semeraro nella sua omelia.

“Egli, sacerdote solo da pochi mesi, fu destinato alla chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri, che in quelle settimane era stata affidata alla congregazione di don Orione. Don Goggi fu il primo rettore”.

Nella chiesa di Sant’Anna al Vaticano sono convenute molte persone per la solenne liturgia di ringraziamento presieduta dal card. Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

Tutta la Famiglia Orionina era rappresentata dai responsabili generali: Don Maurizio Macchi vicario generale FDP, suor Maria Alicja Kedziora superiora generale PSMC, Rosita Dore responsabile ISO, Dina Guardini del MdN e Armanda Sano del MLO, presenti una trentina di sacerdoti con Don Giovanni Carollo superiore provinciale, suore, chierici dello Studentato orionino, amici e devoti. Don Rosario Belli ha accompagnato dall’Istituto di Ercolano un nutrito gruppo di collaboratori e figliuoli che hanno dato volto orionino alla celebrazione solenne.

Don Maurizio Macchi ha rivolto il saluto iniziale al Cardinale e a tutti i presenti, rappresentando anche il Superiore generale assente per un impegno fuori Italia non programmato. La celebrazione solenne si è svolta con il servizio dell’altare e l’animazione dei canti da parte dei Chierici orionini.

E’ stata molto apprezzata l’omelia del card. Marcello Semeraro della quale riportiamo sotto le parti salienti.

Al termine della celebrazione, il postulatore Don Flavio Peloso ha guidato la preghiera con la benedizione del quadro del Venerabile. Esso resterà esposto stabilmente nell’atrio di quella che fu la casa e chiesa sua (1904-1908) e della Congregazione (1904-1929), luogo caro a Don Orione.

 

L'OMELIA

Il card. Marcelo Semeraro nell'omelia ha richiamato due aspetti specifici della santità di Don Gaspare Goggi.

Per primo ha evidenziato “il suo legame filiale e collaborativo con don Orione, fu per lui il «primo figlio della Divina Provvidenza». È vero che i santi fanno amicizia tra loro, ma è pure vero che c’è una amicizia (quella unita alla carità), che fa i santi! E così è stata l’amicizia fra san Luigi Orione e il nostro Venerabile”.

Il Cardinale ha insistito su questo punto dicendo che la Chiesa insegna che c’è una «communio sanctorum», una comunione dei santi, che è vera già adesso fra tutti noi, sul modello della prima comunità di Gerusalemme, nella quale i discepoli «erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere» (At 2,42)”.

Il card. Semeraro ha proseguito presentando un secondo aspetto molto caratteristico dell’esperienza spirituale del venerabile Gaspare Goggi. “La vita terrena di don Goggi ha una seconda fase che coincide con il progressivo manifestarsi di una malattia che lo afflisse sino alla morte; una malattia che all’epoca fu scambiata per una forma depressiva, ma che ora è riconosciuta come anemia perniciosa, ossia una malattia autoimmune che, a causa di una quasi totale incapacità di assimilazione del cibo, porta a un grave, generale indebolimento. Fu deciso il suo ricovero in ospedale nel reparto psichiatrico. Quando vi giunse don Gaspare si tolse la veste, si inginocchiò, la baciò, la consegnò. Osserviamo un attimo questo gesto: ci dice che pur nella sofferenza, fisica e interiore, il venerabile don Goggi conservò la fede e la fiducia in Dio divenendo capace di stendersi accanto a Gesù sulla nuda croce.

Egli stesso ha lasciato scritto nel suo epistolario: «Dio ama dilatarci nella tribolazione». San Giovanni Paolo II quando, l’11 ottobre 1998, procedette alla canonizzazione di Edith Stein - Teresa Benedetta della Croce, disse: «Nella sua costante fioritura l’albero della Croce porta sempre rinnovati frutti di salvezza... Il messaggio della Croce è così entrato nel cuore di tanti uomini e di tante donne cambiandone l’esistenza. Per questo, alla Croce guardano fiduciosi i credenti, traendo dal suo mistero di amore coraggio e vigore per camminare fedeli sulle orme di Cristo crocifisso e risorto ... Molti nostri contemporanei vorrebbero far tacere la Croce. Ma niente è più eloquente della Croce messa a tacere! Il vero messaggio del dolore è una lezione d’amore. L’amore rende fecondo il dolore e il dolore approfondisce l’amore».

L’esperienza del nostro venerabile don Goggi è stata anche questa. Si è dilatato nella sofferenza e così ha vissuto ciò che scrive san Paolo: «Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rom 5,3-5).

Il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi ha concluso ricordando che “Quando il 7 agosto si celebrarono i funerali, l’elogio funebre fu tenuto da Padre Giovanni Semeria e la Santa Messa fu celebrata da don Orione. Si racconta che al Padre nostro, alle parole «fiat voluntas tua», egli scoppiò in pianto. Al contrario di lui, ma con un amore simile al suo, oggi noi rendiamo grazie al Signore. Amen”.

Vedi la conferenza di Presentazione di Don Gaspare Goggi, Tortona 6 febbraio 2026