LORENZO PEROSI E LUIGI ORIONE, AMICIZIA D'ARTE E DI FEDE (libro)
Don Flavio Peloso ha scritto la biografia dell'amicizia tra i due artisti della musica e della carità con foto, documenti e corrispondenza inedita dell'Archivio Don Orione di Roma.
Flavio Peloso
IL MAESTRO PEROSI E DON ORIONE. AMICIZIA D'ARTE E DI FEDE
Ed. Rubbettino, 2026, p. 312
INTRODUZIONE
Per conoscere l’identità e la genialità del Maestro Perosi e di Don Orione occorre indagare la loro interiorità prima ancora delle loro fioriture esteriori, l’humus della vita feriale prima della loro impressionante mole di opere e di pensiero.
In questa impresa risulta di grande utilità ricorrere alla corrispondenza e alle testimonianze di tipo familiare e amicale dei due grandi Tortonesi perché, più libere dagli inevitabili condizionamenti degli idola theatri, manifestano “al vivo” il carattere e lo stampo umano, la risposta all’accadere delle vicende, gli orientamenti e i progetti.
Il presente studio biografico si muove soprattutto a parti-re dal cospicuo corpus di corrispondenze, notizie e fatti pro-venienti dal contesto delle relazioni amicali tra i due Protagonisti, allargate alla cerchia familiare di Perosi e dei confratelli di Don Orione, e porta a scoprire i legami, le amicizie, le intese, i significati e le sintonie che li caratterizzarono.
Il chierico Orione e lo studente Perosi si incontrarono giovanissimi a Tortona e, dopo il 1890, i loro percorsi di vita si separarono, ma sempre coltivarono sincera amicizia godendo delle differenti realizzazioni, stimandosi e anche soccorrendosi.
Lo “stratega della carità” e “il genio della musica sacra” sono soggetti interessanti di studio per la loro eminente umanità, espressa e documentabile, e per la loro profondità di spirito, intuibile e solo in parte rintracciabile. Li abbiamo avvicinati con interesse storico-biografico per cogliere nella loro amicizia alcuni di quei semi spirituali poi fioriti nella fecondità artistica del Perosi e nella fantasia della carità di Don Orione.
La scrittura del libro è finalizzata innanzitutto alla attenta e dettagliata ricostruzione della Biografia dell’amicizia tra il maestro Perosi e Don Orione (PARTE I). Si è pensato, poi, di mettere a disposizione la documentazione ancora inedita dei due protagonisti e di persone a loro vicine custodita nell’Archivio di Don Orione di Roma. Sono nate così le al-tre due parti del libro: il Repertorio fotografico (PARTE II) e l’Epistolario Perosi con trascrizione dagli originali autografi (PARTE III).
La prima parte biografica è tessuta inserendo nel testo passaggi di parole e di documenti dei protagonisti citati letteralmente. Sono notizie che provengono in gran parte dall’ambiente familiare di Lorenzo Perosi e dal suo rapporto con Don Orione. Evidentemente vi si rispecchiano i fatti della vita pubblica e le molte realizzazioni dei Due che, presentate da loro stessi, hanno il realismo tipico del rapporto autentico, disteso, da amici.
Il focus della narrazione è tutto sull’amicizia tra Lorenzo Perosi e Luigi Orione perché questo è il contributo specifico che giustifica il libro. Sono comunque richiamati alcuni elementi essenziali della loro biografia generale, quel tanto che basta per la contestualizzazione.
Dalla filigrana della relazione tra il maestro Perosi e Don Orione risulta che l’affinità più intensa, che rese i due illustri tortonesi interessanti l’uno all’altro, fu la forte coscienza sacerdotale che animò i loro differenti talenti al servizio di Dio e della salvezza delle “Anime”, secondo il famoso motto, caro ad entrambi, Ad Maiorem Dei Gloriam, per la maggior gloria di Dio. Entrambi furono apertamente e fedelmente sacerdoti, uomini di Dio, annunciatori del Vangelo. Per entrambi, il sacerdozio non fu solo un elemento del loro contesto esistenziale quanto piuttosto la fonte interiore dell’erompente ricchezza d’anima che li rese, in maniera distinta, capaci di illuminare il cammino umano con la luce divina. L’arte musicale e il ministero della carità furono essenzialmente espressioni della loro azione sacerdotale a salvezza delle Anime elevandole dall’aridità della materia e del con-tingente all’orizzonte divino, alto e benefico.
La passione sacerdotale fu il fascino e il dono che apprezzavano l’uno dell’altro, la perla preziosa della loro amicizia. Don Orione affermò che l’audizione di “un oratorio perosiano vale ben più d’una predica quanto a commozione ed esaltazione del sentimento religioso”. Come, da parte sua, Don Perosi ammirava “la fine arte della carità che apre gli occhi alla fede” esercitata dall’amico di gioventù.
Le forme e le strutture, entro le quali e per mezzo delle quali il medesimo fuoco sacerdotale erompeva incontenibile, erano ben differenti, ma altissima in entrambi fu la dedizione fino all’olocausto di sé alla missione sacerdotale, mediante la musica, uno, e mediante le opere di carità, l’altro.
Di fronte ad esistenze così spese si china la fronte e si percepisce qualcosa di sovraumano e di affascinante. L’aureola della carità circonda Don Orione mentre Don Perosi risplende per il genio della musica sacra.
Esprimo anche a nome dei lettori il ringraziamento cordiale a quanti hanno contribuito alla pubblicazione del libro: Don Alberto Bindi e Manuela Fedele dell’Archivio Don Orione, Marina Cortesi, Simone Baiocchi, Arturo Sacchetti.

