IO NON SONO MAI SOLO
Don Orione, un figlio con la Madonna
IO NON SONO MAI SOLO
Don Orione e la Madonna
Siamo nel mese della Madonna, nel mese di maggio. La Madonna ci parla di primavera, di bellezza, di fiori, di vita nuova, perché lei ci ha portato Gesù.
Mia mamma Carolina mi portava con lei sempre a dire il rosario nel mese di maggio. Quando andavamo in chiesa, a Pontecurone, andava a mettersi sempre a fianco di una colonna sulla quale era dipinta una dolce immagine della Madonna. Ogni tanto la guardava e poi guardava l’altare. Si può dire che io ho preso l’amore alla Madonna assieme al latte, assieme a mia mamma.
“Vedi - mi diceva - io oggi ci sono, ma un giorno non ci sarò più. La mamma di Gesù, invece, sarà sempre con te. Non dimenticarlo. Fa sempre compagnia alla Madonna”.
Quando ero ragazzo, nel mese di maggio, camminavo lungo una stradina per andare incontro a mia madre che doveva ritornare con le fascine di legna. Avrò avuto non più di una decina d’anni. Incontrai altri bambini della mia età.
Abbiamo visto una siepe nella quale vi erano delle bianche campanule ed anch’io ne colsi una e poi, come se fosse il campanello della Messa, feci innocentemente la mossa come di chi suona il campanello e, con mia meraviglia e di tutti i miei compagni, mi accorsi che la mia campanula suonava.
“Forse la Madonna ha voluto farti intendere che devi servire Gesù…”, commentò mia mamma.
Mi insegnò anche a dire il rosario: “Fai passare i grani fra le dita, le Ave Maria sulle labbra e il suo amore entra nel tuo cuore”.
Quando non ero ancora prete, ho cominciato a Tortona un oratorio per i ragazzi. Facevo loro catechismo, giocavamo, facevamo tante belle cose. Mi sentivo come un padre per loro, ma sentii che dovevo presentarli alla madre, alla Madonna.
Finito il gioco, andavamo davanti all’altare della Madonna del Buon Consiglio, nella grande chiesa. C’è un’immagine in cui si vede Gesù che si appoggia sulla guancia della Mamma, con tenerezza e fiducia. Così dobbiamo essere anche noi, come bambini nelle braccia di Maria.
Ogni Ave Maria è una carezza alla Madonna.
E la Madonna ci dà sempre qualcosa di buono.
Ricordo che quando ero missionario in Argentina, andai dal presidente di quella nazione, che si chiamava Justo, per chiedergli un aiuto per l’istituto per poveri che stavo iniziando. Mi presentai alla Casa rosada, il palazzo dove il presidente viveva a Buenos Aires. Fui ricevuto dall’usciere che subito mi riconobbe. Mi fece tanti complimenti e inchini, contento di vedermi. Poi mi accompagnò in una sala di attesa.
- Si accomodi, Don Orione, vado ad avvertire il signor presidente e poi torno.
Non so cosa sia capitato, ma l’usciere non tornava, non tornava. Dopo un paio d’ore, finalmente riapparve e mi chiese scusa mortificato perché si era dimenticato di me.
- Mi scusi, Padre, l’ho lasciato solo, qui, ad aspettare.
- Io non sono mai solo – risposi con un sorriso.
- Le ho fatto perdere tanto tempo prezioso.
- Io non perdo mai tempo – dissi alzando un poco la corona del rosario che avevo in mano.
Quando si prega la Madonna si è sempre in compagnia e non si perde mai tempo.

