SAN GIUSEPPE PROVVEDE IL PANE

Un noto fatto dei primi difficili tempi della Congregazione raccontato da Don Orione

SAN GIUSEPPE PROVVEDE IL PANE

 

Il 19 marzo si festeggia San Giuseppe che protesse la santa Famiglia e provvide il pane a Gesù. Senti cosa mi capitò a Tortona, tanti anni fa, quando avevo aperto una casa per ragazzi poveri.

Eravamo proprio poveri e, in certi giorni, non avevamo il pane, non avevamo soldi.
Cecco, il fornaio, voleva bene a me e ai ragazzi, aveva pazienza e mi dava il pane anche quando non avevo soldi.
Io lo assicuravo: "Pregheremo San Giuseppe e provvederà il pane come lo provvedeva a Gesù".

Cecco si fidava e il denaro per pagarlo sempre arrivò.

Un anno però pareva che il caro san Giuseppe non volesse venirci in aiuto. Era da due mesi che non potevamo pagare il fornaio. Arrivammo a marzo, senza denaro. Cecco il fornaio non ci dava più il pane. Furono momenti molto tristi.

Ci raccomandavamo molto a san Giuseppe, ma invece di venire gli aiuti, venivano i creditori, primo fra tutti Cecco. Al 17 marzo, ancora niente.
Feci chiamare il portinaio Giulio che corse nella mia cameretta.

- Non fare entrare nessuno, oggi, tanto verrebbero solo creditori a riscuotere denaro… e io non ne ho.

- Verso mezzogiorno, Giulio venne su di corsa a dirmi:

- C'è un signore che vuole parlarle.

- Ma chi è? È un creditore?

- Non lo conosco.

- Non è il macellaio? Il lattaio?

- Non lo so. Non l'ho mai visto.

- Va bene, fallo entrare e salire da me.

 

Dopo pochi secondi, mi trovai davanti un signore modestamente vestito e con una bella barba. Lo saluto.  

- Lei è il superiore?

- Sì, sono Don Orione.

- Prenda, qui c'è un’offerta.

E tirò fuori una grossa busta.

- È offerta per le Messe? È per qualche beneficenza da fare?

- No, no!, rispose. C'è solo da continuare a pregare!

Io non l'avevo mai visto. Mi guardò con occhi buoni, e accennando a un sorriso mi salutò con un inchino. E uscìApersi la busta e vidi che c’erano tanti tanti soldi, tutti in biglietti da 1000 lire nuovi. Corsi giù per ringraziarlo.

- Dov’è? Dov’è?, chiesi al portinaio.

- Qui non è passato nessuno.

Esco dal portone su Via Emilia, non lo vedo. Non c’è né a sinistra né a destra, né sotto i portici, né in chiesa; in cortile c'erano solo i ragazzi. Mandai due di essi a cercarlo. Niente.

Venne più tardi Mons. Novelli dal seminario e gli raccontai ciò che era successo.

- È san Giuseppe, è san Giuseppe che ha voluto confortarvi, mi disse.

Più tardi, tornando nella Cappella e guardando la statua di San Giuseppe mi accorsi che quel signore dell’offerta assomigliava proprio a San Giuseppe. Dopo questo fatto, feci mettere una pagnotta di pane al collo della statua di San Giuseppe “che provvede il pane”.