La vocazione di Biagio Marabotto
I genitori non volevano, fece un sogno, andò con Don Orione.
La vocazione di Biagio
Biagio Marabotto era un ragazzo del Collegio San Romolo di Sanremo. Quando ricevette la prima Comunione, si fece una gran festa e furono invitati tutti i parenti.
Una zia scappò fuori dicendo: “Faremo una festa così bella ancora quando Biagio condurrà la sua sposa”.
“No, riprese lui, quando dirò la mia prima Messa”.
Saputolo di questa sua intenzione, il padre lo tolse dal Collegio perché non voleva che si facesse prete.
Passarono parecchi anni. Nel 1908, venne il terremoto di Messina e, un bel giorno, ricevo una lettera a Messina che mi diceva che Biagio Marabotto desiderava entrare in Congregazione, ma che bisognava evitare che la corrispondenza passasse nelle mani di suo padre. E mi diede un indirizzo clandestino.
Sono arrivato a Sanremo e mi andai a confessare dai Cappuccini. Vedo in coro un giovane, tutto raccolto, che pregava. Dissi tra me: “Che sia lui?”. Mi sembrava un san Luigi. L’ho visto nella penombra...
Gli ho parlato e, dopo mesi e mesi, ha ottenuto il permesso da suo padre ed io sono andato a prenderlo.
Tornando siamo andati a trovare la Madonna della Misericordia al santuario di Savona. Lui non c’è mai stato. Abbiamo preso una vettura e, mano a mano che andavamo avanti, c’erano delle cappellette e Biagio guardava, guardava… e diventava sempre più rosso in volto.
“Che hai, gli chiesi, ti senti male?”.
“No, no”, mi rispondeva.
Più andavamo avanti e più vedevo che si commuoveva. Quando siamo giunti al Santuario della Misericordia scoppiò in pianto. Allora gli chiesi che cosa avesse.
Avevo fatto un sogno bello. Avevo sognato di andare in un santuario con un prete. È questo il santuario. E lei è il prete.
Abbiamo pregato e pregato.
Biagio divenne sacerdote.

