MADONNA DELLA DIVINA PROVVIDENZA, IL CUORE AL POSTO DELLA SPADA

Ricostruzione storica delle vicende dell'antica e cara immagine della Madonna della Divina Provvidenza che troneggia nella Cappella della Casa Madre di Tortona.

MADONNA DELLA DIVINA PROVVIDENZA,
IL CUORE AL POSTO DELLA SPADA


Quel gran cuore di argento che pende dal collo dell’antica statua della Madonna della Divina Provvidenza, al Paterno di Tortona, da dove viene e da quando è lì?


Don Flavio Peloso

Innazitutto ricordiamo che l'antica statua, di fattura secentesca, fu un dono dell’avvocato Serra di Novi Ligure per il Collegetto del chierico Luigi Orione, da pochi giorni aperto a Tortona.  Nel 1893 fu portata, a spalle, dalla Casa Oblatizia di Via Emilia, dov’era stata provvisoriamente collocata, al Collegetto di S. Bernardino, aperto il 15 ottobre 1893. Era una Addolorata con lo sguardo rivolto in alto verso la Croce ed aveva una spada che le trafiggeva il petto, a significare la sua partecipazione alla passione di Gesù.

I ragazzi chiesero a Don Orione di togliere quella spada, segno di dolore, perché volevano dare solo consolazioni al cuore della Madonna. “La bruciarono là, in mezzo al giardino, a metà della cinta, dove era una porta e adesso c'è la statua della Madonna Ausiliatrice; e dissero: “Così siano bruciati i nostri peccati...”, come ricordò Don Orione.[1] “Sin da quel primo giorno, si elevò un canto in onore di Lei, la lode di Sant'Alfonso, che voi cantate spesso: Solchiamo un mare infido”.[2]

La statua fu subito ribattezzata “Madonna della Divina Provvidenza”. Nel 1894, dal primo Collegetto di San Bernardino passò anche lei nella nuova e più grande sede dell’Istituto Santa Chiara. E qui rimase in grande devozione.

Nel 1904, quando cominciò il periodo incerto di lavori, adattamenti e disordine per il trasloco nella nuova sede della Casa oblatizia, “per tante vicende dolorose, abbiamo dovuto portare la nostra Santa Madonna della Divina Provvidenza lontano da Tortona, in una casa dell’Opera più sicura e più nostra”.[3]

Questa sede più sicura voluta da Don Orione fu il Convitto San Romolo di Sanremo. Il trasferimento della statua a Sanremo avvenne quando Don Carlo Sterpi, nel marzo del 1900, si trasferì a Sanremo portando con sé un gruppetto di giovani allievi del Santa Chiara aspiranti alla vita religiosa, fra cui Ferretti, Montagna, Lasagna.[4]

La statua rimase là per sette anni fino a quando, come raccontò Don Sterpi, «Don Orione andò un giorno a San Remo e portò via con sé, a Tortona, la Madonnina, che ora è al Paterno, e che io m'ero portato al San Romolo, quando ci andai, con quindici giovinetti, per aprirvi il probandato dell'Opera. Allora io presi un quadro della Madonna del Buon Consiglio, che avevo nascosto al Paterno, e lo portai a San Remo. Questo quadro - che proveniva dal Santa Chiara e donatoci da Mons. Novelli - è quello attorno al quale Don Orione aveva messo le 26 mila lire, avute da una signora benefattrice, quando aveva fatto quella famosa festa della Madonna coi biglietti da mille, che andarono per l'acquisto della Casa oblatizia del Vescovo... Io, quel quadro, allora me l'ero portato via e l'avevo nascosto... E andò proprio bene poi per la cappella di San Remo».[5]

Don Orione diede molto risalto al ritorno della statua della Madonna della Divina Provvidenza nella Cappella della Casa madre di Tortona con alcuni articoli del Bollettino “L’Opera della Divina Provvidenza”.[6]

“Ora, che, per l'aiuto di generose Benefattrici, si è potuto acquistare in Tortona questa bella Casa della Divina Provvidenza, la statua torna qui, tra i primi suoi figli, e dove aveva già mostrata tanta celeste e materna protezione. Fin qui era rimasta affidata all'Istituto che abbiamo a San Remo, dove la pietà di quei cari Figli della Divina Provvidenza, l'avevano circondata di tanta venerazione e dove operò grazie e prodigi segnalatissimi”.[7]

L’articolo prosegue dicendo che don Orione andò a prendere la statua il sabato 23 Marzo ed essa giunse a Tortona. Essa venne accolta dai sacerdoti, chierici e giovani dell'Istituto, vestiti a festa, sulla soglia di Casa, con un rituale semplice ma atto a significare che quella statua della Madonna costituiva il cuore della Congregazione. “Fu portata processionalmente, cantando il Magnificat, sino alla nuova chiesuola. Il Sacerdote più anziano di età andava a destra portando un cero in rappresentanza di tutti i Sacerdoti della Congregazione; un Eremita, frate Romualdo, a sinistra, con altro cero, in rappresentanza degli Eremiti; poi veniva Pasquale Rotta fratello professo in borghese, poi un altro cero portato da un Chierico coi voti, un altro da un Novizio e un altro da un Probando. La Vergine Santa entrò in Chiesa e fu collocata là, come Madre e Regina della Casa della Divina Provvidenza, sovra l'altare tutto illuminato!”.[8] D. Orione celebrò la S. Messa e parlò della Madonna e ricordò le tante grazie ricevute.

Nella stessa mattina giunse da Genova anche “il bellissimo cuore di argento, dono di illustre Dama della Divina Provvidenza; esso dovrà posare sul Cuore della Madonna; è alto 30 centimetri e largo 17, sospeso da catenella d'argento di un metro. Entro saranno riposti tutti i nomi delle Dame della Divina Provvidenza e dei Benefattori”.[9]

Don Orione si era rivolto alla signora Maria Basta De Angelis di Genova[10] per avere il Cuore di argento: "Vorrei appendere al collo della Madonna della Divina Provvidenza un bel cuore d'argento, fatto in modo da potervi riporre, entro scritti, i nomi di tutti i nostri cari Benefattori e delle ottime nostre Benefattrici. Anche di quelle persone che mi scrivono, raccomandandosi alla nostra cara Madonna e alle preghiere dei figli della Divina Provvidenza, metterò i loro nomi e i loro desideri e bisogni nel cuore d'argento, che dovrà posare proprio sul cuore della Madonna della Divina provvidenza, Madre di ogni consolazione. Ho pregato, e poi mi è venuto il pensiero di rivolgermi a Lei: se ne interessi Lei presso tante anime generose di Genova”.[11]

 

 

N  O  T  E


[1] Parola IV, 342

[2] Parola IV, 438; XI, 179.

[3] Scritti 71, 163.

[4] DOPO II, 564-565

[5] O. 1941; DOPO IV, 529-539.

[6] Parlano della statua i Bollettini del 1° Aprile, 1° Giugno e 15 Agosto del 1907.

[7] La Madonna della Divina Provvidenza, “L'Opera della Divina Provvidenza”, 1 Aprile 1907; Scritti 71, 163.

[8] Scritti 71, 164.

[9] “L'Opera della Divina Provvidenza”, 1° Aprile 1907; cfr Scritti 71, 163-164; 74, 174; 64, 305; 70, 289.

[10] Scritti 75, 89.

[11] “L'Opera della Divina Provvidenza”, 1° febbraio 1907 e anche 1° marzo 1907; Scritti 66.120; 75.289