Religioso Fratello nella Chiesa
Lettera del Superiore generale sul documento «Identità e Missione del Religioso Fratello nella Chiesa».
«Identità e missione del Religioso Fratello nella Chiesa»
Carissimi Religiosi Fratelli
Nel dicembre scorso è stato pubblicato l’importante documento che ha per titolo «Identità e Missione del Religioso Fratello nella Chiesa» e per sottotitolo «E voi siete tutti fratelli», espressione tratta dal Vangelo di Matteo.
So che sono in programma incontri di formazione per riflettere sul documento e sulla vocazione di voi religiosi fratelli nella nostra Congregazione, a Claypole, l’11 febbraio, e a Roma, il 6-8 marzo prossimo. Mi unisco a voi con il saluto e la preghiera.
La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, per mandato di Papa Francesco, ha pubblicato il documento «Identità e Missione del Religioso Fratello nella Chiesa» per favorire uno specifico rilancio dell’importanza e della modalità della vocazione dei “religiosi fratelli”.
Il fatto che il documento debba specificare “fratelli”, accanto a “religiosi”, indica che è avvenuto uno slittamento di significato e, qualche volta di pratica, nell’intendere la vita religiosa. Sembra far pensare che esistano due categorie di religiosi: i religiosi “fratelli” e i religiosi “sacerdoti”. In realtà i religiosi, come recita il titolo del documento, sono tutti fratelli anche se, alcuni, tanti o pochi, sono anche “sacerdoti”. Più che di “religiosi fratelli” si dovrebbe parlare più propriamente di religiosi “laici” per distinguerli dai religiosi “sacerdoti”. Anche se correntemente usiamo i termini “fratello” e “religioso fratello”, ricordiamo che “il fratello è tale solamente in mezzo ai fratelli, e nel contesto della fraternità, mai da solo. Essere fratelli implica sempre una relazione, ed è questa che vogliamo sottolineare” (n. 1, nota 1).
La questione non è tanto il nome, ma l’essenza (cui è legato il futuro) della vita religiosa che ha nella fraternità comunitaria la sua caratteristica peculiare e il suo motivo vocazionale specifico. Uno si fa religioso per vivere il cammino di santificazione e di missione nella Chiesa nella vita fraterna in comunità (con o senza il sacerdozio), ove si è tutti fratelli con diversi ruoli e ministeri.
In questo senso, il documento «Identità e Missione del Religioso Fratello nella Chiesa. “E voi siete tutti fratelli”» non parla solo ai religiosi fratelli ma a tutti i religiosi perché tutti sono fratelli. Di fatto, oggi, i religiosi fratelli costituiscono nella comunità religiosa la «memoria permanente della ‘fondamentale dimensione della fraternità in Cristo’ (VC 60) che tutti i membri devono costruire» (n.11, p. 16).
Il documento ricorda, nell’Introduzione, che “Fin dai primi secoli del cristianesimo la vita consacrata è stata prevalentemente laica, espressione del vivo desiderio di uomini e donne di vivere il Vangelo con la radicalità che essa propone a tutti i seguaci di Gesù”. E prosegue: “Ancora oggi i membri della vita consacrata laica – uomini e donne – ne rappresentano la grande maggioranza. Fratello è il nome che tradizionalmente è stato dato al religioso laico nella Chiesa sin dagli inizi della vita consacrata. Non è di sua pertinenza esclusiva, ma lo definisce in modo significativo nell’ambito della comunità ecclesiale, nella quale egli è memoria profetica di Gesù - Fratello, che dichiarò ai suoi seguaci: «E tutti voi siete fratelli» (Mt 23,8)”.
Nelle Congregazioni femminili, tutte le religiose sono sorelle. “I fratelli o religiosi laici sono oggi la quinta parte del totale dei religiosi uomini nella Chiesa” (n.2) e, negli ultimi decenni, sono in notevole calo. Forse ciò avviene – come nelle riunioni di superiori generali si concorda - perché è più il ministero sacerdotale a determinare la vita religiosa e non tanto la vita religiosa a determinare la forma del ministero sacerdotale.
La Congregazione per la Vita Consacrata ha assunto questa tematica e con il documento “Identità e missione del fratello religioso nella Chiesa” vuole ribadire la dignità e incoraggiare il rinnovamento dei religiosi fratelli laici.
Anch’io condivido e mi unisco a questa volontà di favorire un rilancio della vocazione dei religiosi fratelli nelle comunità religiose, evitando una ulteriore marginalizzazione. Naturalmente la prima forma di promozione della vocazione dei fratelli è quella della vostra stessa vita fedele, bella, identificata nella comunità e nella missione della nostra Congregazione.
Invito a meditare il recente documento perché è un dono della Chiesa. Fate qualche scelta e presentate qualche suggerimento perché possiate essere aiutati voi a vivere con entusiasmo la vostra specifica vocazione e tutti i membri della Congregazione ad essere innanzitutto fratelli e religiosi.
Vi assicuro preghiera e auguro buoni frutti dall’incontro.
Con affetto,
Don Flavio Peloso

