Don Orione e Laici di Famiglia

Lettera del Superiore generale in occasione degli Esercizi spirituali dei Laici con la Famiglia Orionina

24 settembre 2004

Carissimi Confratelli, Consorelle e Laici della Famiglia orionina riuniti in esercizi spirituali a Diano Marina.

Sto pensando a Voi in questi giorni con particolare partecipazione spirituale. In Curia abbiamo più volte pregato per voi. I vostri esercizi spirituali come “Famiglia orionina” sono un segno di conforto e di speranza nel cammino che la Piccola Opera della Divina Provvidenza sta compiendo in questo tempo.

Chissà con quali parole avrebbe gioito e commentato Don Orione questo evento!

Chissà quali calde raccomandazioni allo spirito di pietà e di sacrificio, all’amore di Dio, della Madonna, della Chiesa e dei Poveri avrebbe lanciato con il suo impeto di santo!

Dopo aver detto tutto questo, vi avrebbe certo raccomandato di amare tanto anche questa piccola e pur grande Madre che è la Congregazione, chiamata dal Signore a fare “qualcosa di nuovo e di bello nella Chiesa”: a spargere un amore dolcissimo e filiale verso il Papa, vivendo la carità per stringere alla Chiesa i piccoli, i poveri, il popolo, affinché si diffonda nel mondo il Regno di Cristo con una più grande e superiore carità e giustizia.

Coraggio, andiamo oltre le nostre miserie! Vicini al Signore crescerà la nostra unità nello spirito di Don Orione e crescerà anche la nostra diversità di laici, suore e religiosi secondo la propria vocazione e stato di vita. Ognuno goda e aiuti gli altri a essere quello che sono, quello che il Signore vuole che siano.

Una parola speciale di affetto, di stima e di attesa voglio dirla ai tanti laici e laiche presenti agli esercizi. Sapete con quale simpatia e interesse nuovo la Famiglia orionina, da dieci anni in qua, guarda a voi.

Sempre Don Orione e gli Orionini hanno amato laici generosi collaboratori e amici. La novità di questi ultimi anni è che vi si guarda e vi si promuove in prospettiva vocazionale, come chiamati a vivere la vocazione orionina da laici, dentro e fuori le nostre comunità e opere. Molti di voi si sono infiammati con Don Orione. Vi si vuole autonomi e capaci di trasmettere la vocazione laicale orionina ad altri laici, affinché la testimonianza e l’apostolato del nostro carisma si irradi non solo dai “pulpiti della carità”, che sono le nostre opere, ma anche come “lievito nascosto” nelle famiglie, negli ambienti di lavoro e di vita civile.

Ringraziate il Signore e tenete cara la vostra vocazione orionina e soprattutto esprimetela. Il miglior modo di conservare la vocazione è viverla.

Guardate che stima e affetto Don Orione aveva verso alcuni amici laici! Li  coinvolgeva nelle sue opere fino a farli sentire di famiglia e li stimolava anche nel loro apostolato proprio di laici.

Al Prof. Fornari: “Caro professore, Dio la benedica del bene che fa; la parola di un povero sacerdote può esserle di conforto nel continuare il suo santo apostolato” (Scritti 25, 203).
Al Gen Beaud: “Signor Generale, le mando alcuni stampati dai quali ella potrà essere aiutato nel suo apostolato” (Scritti 41, 151).
Al Prof. Isola: “Siano grazie a Dio, ma anche siano grazie a Lei, caro Sig.r Prof.r Isola, e a quanti La coadiuvano, animati da quel Suo spirito alto, che è amore ai miseri, che è fede, che è scienza e bene. Dio La ricompensi largamente, e La conforti in codesto apostolato di intelligente bontà!” (Scritti 115, 196).

Vi assicuro che, a quei tempi, quell’aggettivo “suo” riferito all’ apostolato dei laici e riferito al loro impegno civile e professionale è sorprendente e quasi rivoluzionario. L’apostolato era consderato quasi esclusivamente quello di preti e frati ed era quello che si faceva nelle istituzioni religiose.

Ma ancor più sorprendente è venire a sapere che Don Orione considerò “parte integrale della Piccola Opera della Divina Provvidenza” (Scritti 41, 157) anche alcuni laici e benefattori particolarmente coinvolti, come ad esempio il prof. Isola, i coniugi Eugenio e Thea Beaud, che più volte definisce “tutti e due della Divina Provvidenza” (40, 162; 41, 166 e 168). Si spinge a dire che la Congregazione “come è mia e così è loro” (41, 175-176) e li ritiene “componenti della nostra cara Congregazione” (41, 177). Il colmo è che varie volte nell’indirizzo della lettera, accanto ai loro nomi, aggiunge la sigla “O.D.P.”, la sigla dell’Opera della Divina Provvidenza! (Cfr lettere in 41, 69 e 171, 172, 174, 183).

Evidentemente è un linguaggio affettivo e spirituale, non giuridico, ma indica la visione e l’atteggiamento pratico di Don Orione.

La vocazione laicale era un piccolo seme al tempo di Don Orione. Oggi è già cresciuto e lo vediamo diventare sempre più un albero rigoglioso che può ospitare fra i suoi rami tanti fratelli bisognosi di bene e di Dio.

Cari fratelli Laici, Religiosi/e, quello che state vivendo insieme a Diano Marina, un corso di esercizi spirituali accomunati dalla vocazione orionina, è un grande evento e un importante passo di futuro. L’intimità con Gesù fa comprendere Don Orione e la devozione a Don Orione vi introduce a Gesù. Immagino la vostra gioia interiore in questi giorni di grazia: questa gioia tenetela nella memoria del cuore e investitela quando, per vivere la vocazione orionina con la Piccola Opera della Divina Provvidenza, ci sarà bisogno di sacrificio, di pazienza, di perdono e di compassione reciproca.

Dio vi benedica e accompagni a prendere buone decisioni per il futuro. Lo sguardo di San Luigi Orione vi conforti sulla via della carità per essere sempre più figli della Divina Provvidenza e missionari della Carità.

A tutti un abbraccio con fraterno affetto in Cristo.

                                                                            Don Flavio Peloso
                                                                           Superiore generale