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Messaggi Don Orione
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Nella foto: Giovanni Marchi, fanciullo, a Genova - Quarto Castagna, il 19 marzo 1934.
Autore: Flavio Peloso

Don Flavio Peloso annota alcune linee e sentimenti del ricordo del Prof. Giovanni Marchi.

IL MIO RICORDO DI GIOVANNI MARCHI GIOVANNI

di Don Flavio Peloso
 

Al mattino del 27 aprile 2009, nella sua casa di Roma, è morto il caro “Professore”, Giovanni Marchi, uno di famiglia con Don Orione. Il suo legame con la Famiglia Orionina è tutto spiegato nella foto e in questa breve lettera di Don Orione, rinvenuta qualche anno fa.

 20 luglio 1931  a. IX  -   S. Gerolamo Emiliani, “Orphanorum Pater”
Alla Superiora del Piccolo Cottolengo Genovese, a Salita Angeli, 69 – Genova sopra S. Teodoro.
Accogliete con la carità di Gesù il piccolo Giovanni Marchi fu Giov., nato a Tortona il 10 aprile 1926. La madre vive ed è di Formia. Per ora è ammesso temporaneamente; ma dev’essere accolto subito subito. Porterà carte. Benedico in Gesù Cristo e conforto tutti. Pregate per Don Orione.

Giovanni Marchi era nato a Formia il 10 aprile 1926. Orfano di padre, come attesta la lettera sopra riportata, a cinque anni, ebbe la grazia di essere accolto da Don Luigi Orione e dalle sue buone Suore, su interessamento di Sorella Maria dell'Eremo Francescano di Monte Campello e di Don Brizio Casciola.

Trascorse infanzia e giovinezza “in casa” di Don Orione. Frequentò le elementari a Genova, il ginnasio e il liceo a Tortona e in vari istituti del Piemonte. Conseguì il Diploma Magistrale ad Alessandria nel 1945 e si dedicò  subito all'insegnamento.

Conobbe di persona Don Orione, del quale serbava come perle preziose della sua memoria, tanti ricordi di affetto e di insegnamento, e poi Don Sterpi, Don Pensa, Don Mogni, Don Cremaschi e tanti altri sacerdoti della Piccola Opera, fra cui Don Zambarbieri e Don Terzi.

Trasferitosi a Roma nel 1946, si laureò in Lingue e letterature straniere il 16 novembre 1953 discutendo una tesi su un'opera presunta di Pascal, “Discorso sulle passioni d'amore”, relatore il prof. Giovanni Macchia.

Svolse attività di ricerca e di critica letteraria e teatrale, collaborando a varie riviste, come “Capitolium”,” La Parola” e il “Libro” e “La Nuova Antologia”. Fu membro del Centro Italiano di Ricerche Teatrali e dell'Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Il 16 gennaio 1959 fu chiamato dal prof. Macchia a collaborare come segretario all'Istituto del Teatro dell'Università di Roma.  Fu professore di Lingua e letteratura francese della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma “La Sapienza” dal 16 novembre 1972 fino al 1998; dal 1974 al 1980, anche presso la Facoltà di Magistero dell'Università di Salerno. Dal 1974 fu redattore di “Micromégas”, rivista di studi e confronti italiani e francesi. Fu anche docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della stessa Lumsa negli anni 1993-1998.

Attento ai problemi della vita sociale e spirituale del suo tempo, si è interessato in particolare di Du Bellay, Cyrano, Molière, Stendhal, Pirandello, Artaud e di vari autori di teatro, pubblicando, fra l'altro, I sonetti romani di Du Bellay, Il mito di Roma in Francia, Teatro francese dal "vaudeville" all'avanguardia, L'immaginazione in libertà. Collaboratore di varie riviste e della terza pagina dell'Osservatore Romano, vi ha pubblicato circa un centinaio di articoli. All'andata in pensione gli fu offerta dai colleghi dell'Università una raccolta di Studi in suo onore intitolata Le "peripezie" del teatro, apparsa su Micromégas, Gennaio-Dicembre 1998, n. 67-68.

Ha ricevuto il premio "Diego Fabbri" dall'Ente dello Spettacolo nel dicembre 2000.

Collaboratore della rivista “Don Orione oggi” e dei “Messaggi di Don Orione - quaderni di storia e spiritualità”, ha pubblicato numerosi articoli e saggi su Don Orione e la sua Opera e curato le seguenti pubblicazioni: “Ex-Allievi come Apostoli”, “Messaggi di Don Orione”, n. 54, 1984; Fedeli a Don Orione sempre, Borgonovo Val Tidone 1984; Don Giuseppe Zambarbieri, “Giovani Sempre!”, Tortona 1989; “Don Orione e il coraggio del bene”, Borgonovo Val Tidone 1995; “Don Orione e i letterati, Messaggi di Don Orione”, n. 81, 1997; Don Giuseppe De Luca, “Elogio di Don Orione”, Roma 1999. Ha scritto molto di Don Orione per le due riviste divulgative “Don Orione oggi” e “Messaggi di Don Orione”. Negli ultimi tre decenni faceva giungere puntualmente i suoi gustosi ed eruditi articoli. Rimase attivo anche quando la malattia andò sempre più limitandolo, tanto che alcuni articoli appariranno postumi.

Fu a lungo presidente dell’Associazione Ex Allievi di Don Orione e primo presidente del Movimento Laicale Orionino. Il 3 luglio 2004, ad Ariccia, durante il 12° Capitolo generale degli Orionini, è stato assegnato al Prof. Giovanni Marchi lo speciale attestato di “fedeltà orionina”, “per la sua storia personale tutta intrecciata con quella della Famiglia orionina e del cammino del laicato orionino organizzato”. Ricordo la sua gioia per quel “riconoscimento” il più caro e quello per cui si sentiva più onorato nella sua vita.

La sua bella famiglia, ove il nome di Don Orione e di tanti Orionini è familiare, partecipò e godette di questa “parentela” speciale del Professore con la Congregazione.

Giovanni Marchi ha molto contribuito con le sue relazioni, con il suo pensiero, con la sua penna sempre attiva, a creare la “tradizione orionina” sia nelle sue grandi linee ideali e storiche e sia nella sua cronaca minuta ed episodica che lui sapeva elevare con la bellezza della parola e col calore dell’affetto.

Personalmente godetti della sua amicizia e della trasmissione colloquiale di tanti valori umani e spirituali, di notizie e valutazioni, di stimoli e vibrazioni al bello e al bene. Da quando risiedo in Curia generale a Roma, i brevi colloqui tra noi erano divenuti un’attesa consuetudine. Veniva settimanalmente, fin che poté, nell’Ufficio degli Ex Allievi e sempre passava per una sosta nel mio ufficio: il suo interessamento, la sua nobiltà d’animo, il suo incoraggiamento e la gioiosa condivisione di “qualcosa di Don Orione” mi hanno fatto del bene e gliene sono tanto riconoscente. L’ho visitato all’ospedale e nella sua casa da “malato” - troppe poche volte purtroppo! – e si ripeté puntualmente l’incanto di quei colloqui vivaci e sempre creativi. “Vorrei che questo colloquio non avesse mai fine”, ripeteva sovente, parafrasando la nota osservazione del ragazzo Silone, dopo la notte di colloquio con Don Orione.

A titolo personale e dell’intera Congregazione, esprimo al Professore Marchi l’affetto e la preghiera della sua “seconda” Famiglia: della “prima”, quella naturale, ebbe modo di goderne solo poco; della “terza”, quella da lui formata con la moglie Maria Teresa, era fiero e contento. “Ma Don Orione e i suoi Figli mi hanno accompagnato dall’inizio alla fine”, osservava.

E continueremo ad accompagnarlo con il ricordo e la preghiera.    

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