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Messaggi Don Orione
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Nella foto: Luigi Costantini, Luigi Orione, Gaspare Goggi a Sant'Anna dei Palafrenieri, Vaticano.

Il titolo di professore glielo riconosce la storia, quello di "sacerdote nell'anima" gli fu dato da Don Orione.

LUIGI COSTANTINI

Dotto professore e sacerdote nell'anima

Flavio Peloso


Luigi Costantini, professore di greco e di latino nel liceo Sant’Apollinare di Roma, “tanto dotto ellenista quanto fervoroso cristiano”, come lo definì Egilberto Martire nella sua biografia,[1] era solito commentare le lettere paoline nelle riunioni cattoliche e ne aveva preparato anche la traduzione che padre Giovanni Genocchi avrebbe voluto stampare nelle edizioni della Pia Società San Girolamo, se non fosse intervenuta la proibizione da parte del papa Pio X, a causa del rischio di modernismo.

Si era affezionato alla piccola comunità orionina della chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri, al Vaticano, per la semplicità, la povertà e la pietà convinta che vi trovava e, soprattutto, per la presenza di Don Gaspare Goggi, il giovane rettore. “I due uomini santi erano legati da una bella amicizia - scrive Egilberto Martire -, con i cuori sempre tesi nella passione della Carità, essi potevano vivere in un mondo di luce e di ardore”.[2]  

Il Prof. Costantini – scriveva Don Gaspare a Don Orione – è qui tutti i giorni, ed è una benedizione del Signore”.[3] Con la sua presenza assidua e la parola erudita interessante, Luigi Costantini divenne un formatore aggiunto del gruppetto di giovani chierici che viveva a Sant’Anna.

“Costantini aveva una vera venerazione per Goggi – ricordano i Confratelli -.[4]  Il Professore aveva un fiuto ed un culto speciale per i servi di Dio. Appena lo conobbe, lo apprezzò. Non si parlava, però, soltanto di vite di santi a tavola; si commentavano anche i fatti del giorno, e la conversazione riusciva a tutti molto interessante e soprattutto molto edificante”. “Parlavano spesso tra loro di filosofia, specialmente di Kant… Don Gaspare naturalmente ricambiava la venerazione, giacché il professor Costantini era un santino, e lo chiamavano l’angelo di Roma”.

Era tale il suo affetto verso Don Gaspare Goggi che quando, nel novembre del 1907, si recò nell’alta Italia, volle visitare la casa paterna di Don Gaspare e conoscerne la mamma e l’intera famiglia.

Luigi Costantini aveva raccolto giovani poveri e talentuosi in un appartamento di Via Ottaviano, mantenuti a sue spese, per aiutarli a prepararsi al futuro. Tra di essi c’erano Ezio e Giovanni Carabella, musici e compositori, Annibale Bucchi, violinista, Cleto Luzzi, pittore, Ugo Annibaldi, Toto Dionisio, Giovannino Felci. Quei giovani frequentavano la casa di Sant’Anna e Don Gaspare Goggi. Nel 1908, Costantini affidò quei giovani a Don Orione.

Don Orione godeva di questa amicizia e la ricordò spesso, anche molti anni dopo: “Il Professor Costantini era intimamente legato d’amicizia col nostro indimenticabile confratello il Professor Don Gaspare Goggi, altra anima del candore e della tempra di Costantini. Fra loro s’intendevano a meraviglia, fra loro si rispecchiavano a vicenda”.[5]Il professore, fratello di Mons. Costantini di La Spezia, Luigi Costantini, secolare, però era un sacerdote nell’anima. Con quel professore sono stato unito da molto affetto”.[6]

Luigi Costantini, Giulio Salvadori e Aristide Leonori aprirono un ricovero notturno per i bambini abbandonati, alle Marmorelle, in un vecchio granaio tra i ruderi del Foro Romano; poi vi aggiunsero un po’ di scuola professionale, intestandola a San Filippo Neri. Ne dava conto il bollettino “La Carità”, come ha ricordato Don Lorenzo Bedeschi nel libro Il modernismo italiano – Voci e volti.[7]

Quando questa iniziativa benefica, tra tante ostilità anticlericali, dovette cessare, nel 1907, Don Orione rilevò la piccola tradizione di carità, svolta nel nome di San Filippo, quando diede vita all’Istituto San Filippo Neri, presso la nuova parrocchia di Ognissanti, nel quartiere Appio, fuori Porta San Giovanni. Don Orione scrisse: “Amerei si tornasse a dar vita all'Istituto San Filippo, per i figli del popolo. L'Istituto S. Filippo venne aperto in Roma da due santi, l'Arch. Leonori e il Prof. Luigi Costantini. Vi fecero da assistenti i fratelli Celso e Giovanni Costantini, ora Vescovi, l'uno a Propaganda Fide e l'altro a La Spezia. Poi venne chiuso, e quando noi lo abbiamo riaperto a Via Alba, i sacconi e altra roba erano ancora del primo Istituto San Filippo.[8] Roma non può non avere un Istituto S. Filippo pei figli del popolo”.[9]

Roma di inizio Novecento viveva anche di questi intrecci di buoni e di bene.

 


[1] Luigi Costantini, Venezia, Libreria Emiliana Editrice, 1945.

[2] Martire Egilberto, Luigi Costantini, Libreria Emiliana, Venezia, 1955, p. 128.

[3] Lettera di Don Goggi a Don Orione del 27 novembre 1906; Goggi II, 279.

[4] Ricordi di Don Ferretti, Don Montagna, Don Contardi, Don Pensa, allora chierici a Sant’Anna; Archivio Don Orione, Roma.

[5] Il Professor Luigi Costantini, “Piccola Opera della Divina Provvidenza” del febbraio 1932.

[6] Parola del 17 febbraio 1932. Cfr Giovanni Venturelli, Un amico santo di Don Orione. Il Prof. Luigi Costantini, sacerdote nell’anima, “La Piccola Opera della Divina Provvidenza”, gennaio 1968, 7-10.

[7] Ed. San Paolo 1995, p. 95.

[8] Una lettera del Leonori a Don Orione dell’11 marzo 1914 elenca quando fu donato; DB 538.

[9] Lettera a Don Sterpi del giugno 1937; Orione 19, 265.

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