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Messaggi Don Orione
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Nella foto: Don Orione con gli Scouts a Mad del Plata, 1935.
Autore: Luca Rolandi
Pubblicato in: Luca Rolandi, 'Don Orione promotore degli scout in diocesi di Tortona' in 'San Luigi Orione. Da tortona al mondo', Vita e pensiero, Milano, 2004, p.21-25.

Don Orione si interessò del movimento scoutistico soprattutto nella diocesi di Tortona; poi incontrò gli scout altrove, durante i suoi viaggi.

DON ORIONE PROMOTORE DEGLI SCOUT

 

di LUCA ROLANDI -

 

Un aspetto inedito della formazione dei giovani promossa da Don Orione, in particolare nella sua terra tortonese, è quello relativo al sostegno nei confronti del movimento scoutistico.

Il primo reparto ASCI della diocesi di Tortona sorse a Cantalupo Ligure per iniziativa di don Palmino Forneris di Vignole, persona ricca di ideali che dedicò la sua vita alla formazione dei giovani. Lo scoutismo nella diocesi tortonese decollò tra il 1916 e il 1927, anno della soppressione imposta dal regime fascista. In campo cattolico, le autorità ecclesiastiche diocesane privilegiarono l’Azione Cattolica rispetto ai gruppi scouts, caratterizzati, secondo l’opinione del tempo, da una eccessiva autonomia. 

Il primo contatto di Don Orione con il movimento scoutistico avvenne nella primavera del 1924 ad un raduno in occasione della festa patronale di S. Vittore a Momperone.  In quella sede “ebbero luogo simpaticissime funzioni religiose rallegrate dall’intervento di tutti gli scouts accompagnati dall’assistente don Berri, dal rettore don Forneris e dalla musica del reparto di Cantalupo Ligure.  Anche il fiorente reparto di Dentice, accompagnato dal prevosto don Lodi volle unirsi alla festa dei nuovi compagni di Momperone che in quel giorno da tanto tempo sospirato, vestirono la splendida divisa ed ebbero la benedizione della loro “Fiamma”. Fra gli applausi generali giungono al mattino S. E. Mons. Vescovo di Tortona, il Conte Lovera, Commissario regionale del Piemonte, don Luigi Orione, Don Amato, il dottor Tibaldeschi del commissariato di Alessandria”.[1]

Don Orione viaggiava molto nelle diocesi italiane ed aveva una conoscenza approfondita di molte realtà pastorali giovanili. Ebbe modo di conoscere realtà scoutistiche in differenti realtà pastorali in Italia. Apprezzava la visione aperta e allo stesso tempo devota e fedele dello scoutismo cattolico, ne apprezzava la proposta formativa ed educativa e sosteneva il ruolo dei laici nella responsabilità educativa, evidenziando la positività della loro minima autonomia nei confronti della gerarchia.

Nel 1925, Don Orione intervenne personalmente a sostegno dello sviluppo del movimento scoutistico in diocesi. A documentarlo è un articolo apparso su “Il Popolo” di Tortona in cui appare chiaramente il suo sostegno al mondo scout: “In vari paesi della diocesi tortonese, sono sorte e sorgono con slancio, reparti di esploratori cattolici. Nella nostra sede di Tortona sede federale della G.C.I., e perciò centro diocesano di ogni società cattolica, non si è ancora pensato di formare un reparto, una squadra, un drappello, un qualcosa insomma che dimostri che anche qui ci sono gli esploratori cattolici. Il reverendissimo don Orione, l’animatore della gioventù tutta, l’apostolo tortonese della fede in Dio, tante e tante volte lanciò la sua voce a chi era suo dovere raccogliere ed i suoi figli hanno finora sempre aspettato una parola di aiuto, un consiglio della Federazione per porsi con essa all’opera”[2]. Don Orione quindi esortava l’attivazione dello scoutismo a Tortona, centro della diocesi, ritenendo insufficiente, sebbene benemerita, la sola realtà, di un reparto con cento ragazzi a Cantalupo Ligure, diretti da don Palmino Forneris.

 

Nel corso dell’Anno Santo 1925, qualche migliaio di esploratori di varie nazioni convennero a Roma per partecipare alle manifestazioni previste per il mondo giovanile. Erano presenti anche gli esploratori di Cantalupo Ligure, con un accompagnatore d’eccezione: don Luigi Orione. Uno degli assistenti ecclesiastici del gruppo don Romolo Boccardo ricorda un curioso e provvidenziale intervento di Don Orione all’incontro con il Papa. Era avvenuto che il capo scout Silvio Borghello, in servizio di leva, si era presentato all’udienza in uniforme militare e dunque non gli era consentito di accedere nei territori Vaticani, con gli altri esploratori cattolici. L’uniforme militare non era ammessa a causa delle ostilità politico-diplomatiche esistenti tra Stato e Chiesa in Italia dal 1870. La situazione avrebbero potuto complicarsi, ma l’intervento di Don Orione fu determinante. Egli, che aveva partecipato a tutte le celebrazioni e alle liturgie previste nel corso dell’incontro internazionale degli scouts e che conosceva molto bene gli scouts diocesani, si mosse in soccorso di Borghello. Ecco il racconto di Don Romolo Boccardo. “A Roma abbiamo svolto una sfilata dal Papa con l’onore di avere Don Orione vicino. Tra noi c’era Gino il Fenché che era piccolino e, passando, la tromba appariva più lunga del ragazzo. Il Papa gli fece un segno dicendo: guarda è più lunga la tromba del ragazzo. Don Orione vestiva una veste consumata, perché il suo abito nuovo l’aveva indossato Silvio Borghello, che si trovava a militare a Massa Carrara, e non poteva entrare in Vaticano in divisa militare (italiana). Don Orione disse: tu puoi entrare ci penso io, e fece indossare il soprabito nuovo a Borghello. Passando la sfilata il Papa disse: Don Orione è sempre quello!”. Con la sua preghiera ci aiutò fino all’ultimo.[3]

 

C’è un episodio dell’interessamento di Don Orione al mondo scout che ci dice la sua fiducia nell’istituzione in se stessa e nella sua permeabilità ai valori cristiani. Dalla minuta in nostro possesso non è possibile ricavare l’anno della vicenda. Vediamola.

“Anche a Tortona venne istituita, nel decorso anno, la sezione dei Giovani Esploratori e ne era Presidente il prof. Giulio Bajardi - che fu già del Gruppo di Brizio di Roma - e che, a principio cristiano praticante, si era, in questi ultimi anni, allontanato dalla Chiesa e in classe (Scuole Tecniche) passava, presso i giovani, per anticlericale. Egli è fratello della moglie del Sindaco. Ora è militare a Firenze. Parecchi dei giovani Esploratori sono iscritti al Ricreatorio: in tutto erano una cinquantina; ma assidui non più di una ventina perché a Tortona si è freddi. Questa Istituzione avrà vita durevole in Italia, e anche allo Stato conviene assai sostenerla”.[4]

Evidentemente tanto Don Orione quanto il suo interlocutore, a noi ignoto, erano preoccupati dell’indirizzo educativo di questa sezione di Giovani Esploratori. Ne nasce un progetto: “Direi di impossessarci di questo gruppo di giovani e di non tardare. Vi sono due vie: o creare una sezione di Boy Scouts Cattolici, e assorbire l’elemento buono, o andare direttamente al Professor Baiardi e scrivergli con leale franchezza: noi, non volendo lasciar cadere un’istituzione che andrebbe dispersa, subentriamo a voi, con gli stessi intendimenti patriottici e col desiderio di dare, possibilmente, a questi giovani un soffio  vivo di vita più cristiana”.

E’ interessante l’atteggiamento suggerito da Don Orione: “In questo caso non si potrebbe cambiare tutto il loro, così detto, decalogo; ma a me sembra che, come in musica, cambiata la chiave, tutto il tono cambia, così si potrebbe studiare il modo di battezzare quel decalogo loro, e farlo cristiano: del resto, la Chiesa ha sempre fatto così, dai templi ai riti, alle stole e indumenti sacri del Sacerdote”.[5]

È un documento che al momento non ha altri riscontri, ma è sufficiente a dire la stima di Don Orione per la proposta educativa scout, anche se sapeva bene che poi la sua bontà dipendeva da chi ne dà il tono. Ma in se stessa la riteneva pienamente assumibile in una prospettiva cristiana.

Tale valutazione ritorna all’interno di un lungo scritto del 29 Luglio 1924, dedicato alla cura dei giovani e delle vocazioni. Don Orione passa in rassegna le varie forme educative e associative e, a un certo punto, si chiede: “Si devono coltivare gli esploratori? Si, si, ma elevarne lo spirito di franchezza, di sincerità, di lealtà collo spirito soprannaturale imbevendo le loro menti colle grandi verità della fede. Io vorrei vedere in ogni Casa un battaglione di esploratori”..[6]

 

Don Luigi Orione continuò fin che poté il dialogo con il mondo scout. Ne è testimonianza una lettera del 1927 indirizzata all’ing. Senatori,[7] uno dei responsabili del movimento a Roma, nella popolosa parrocchia orionina di Ognissanti, nel quartiere Appio.[8] Alle parole di apprezzamento e gratitudine per i giovani che vivono l’avventura scout, fa seguito l’idea di costituire gruppi in ogni realtà degli istituti della Divina Provvidenza. “Caro Senatori e cari Boy Scouts del quartiere Appio. Grazie e pace a voi da Gesù Cristo Signor Nostro! Volete dunque una parola pel vostro San Giorgio? Ebbene, sappiate che don Orione ama grandemente gli Esploratori Cattolici, e vorrebbe vederli sorgere in tutti gli Istituti della Divina Provvidenza. Amo la vostra istituzione perché, benedetta dal Papa, è nata e va dilatando le sue tende a grande conforto della Chiesa e al bene della Patria. Essa invero, vuol formare nei giovani il carattere morale e la vita cristiana e civile. Imprime negli animi vostri un’alta idea del dovere verso Dio e verso il prossimo: vi cresce alla virtù, alla lealtà, all’onore, soprattutto, a quella Fede romana e a quella volontà forte che sono base d’ogni buona riuscita. Dio vi benedica! Vostro Don Orione”.[9]

Queste parole, scritte alla vigilia della soppressione in Italia dello scoutismo da parte del regime fascista,[10] suonano come un testamento e un auspicio per un futuro in cui i valori dello scoutismo avrebbero potuto esprimersi al meglio nella libertà.

 

 


[1] Gli Esploratori Cattolici a Momperone, in “Il Popolo”, n. 20, 5 maggio 1924.

[2] “Il Popolo”n. 7, 25 febbraio 1925.

[3]  Testimonianza di Don Romolo Boccardo al Convegno Esploratori cattolici degli anni 20’ della Val Borbera, Cantalupo Ligure 1959, raccolti da Gian Paolo Mantero nello stampato Gli Esploratori Cattolici in Val Borbera. Quaderni di lettura dello scoutismo locale. Numero unico AGESCI, Gruppo Novi Ligure 1°- 27 dicembre 1997.

[4] La minuta autografa è senza data e senza destinatario; Scritti 79, 232.

[5] Ibidem.

[6] Scritti 56, 158.

[7] In una lettera del 9.7.1925, Don Orione presenta Fernando Senatori come “nostro presidente del circolo giovanile di Ognissanti e braccio destro di don Fiori. Egli è studente d'ingegneria e fa scuola ai nostri giovani di Roma”; Scritti 22, 72. In altra lettera dell’anno successivo: “Ti presento il caro giovane Senatori, Presidente dei nostri Esploratori di Roma. È tutto di casa nostra, come uno di noi”; Scritti 8, 26.

[8]Don Fiori farà anche da Direttore degli esploratori, come desidera Mgr. Pascucci”; lettera del 21.8.1924, Scritti 7, 242.

[9] Scritti 73,86 (autografo); 44, 218 (dattiloscritto).

[10] Don Orione ebbe modo di incontrare e incoraggiare anche il movimento scout in Argentina, durante la sua permanenza dal 1934 al 1937. Ne fa fede un fotografia del gennaio 1935 da lui inviata con la didascalia: “Gli Esploratori Cattolici della nostra Parrocchia ‘La Madonna della Div. Provv.za’ - in Bs. Aires - che il 1° Genn. vennero col loro Parroco D. Contardi alla Casa di Lanùs, quando lì si disse la I.a Messa”; Scritti 108, 61.

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