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Messaggi Don Orione
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Nella foto: Nella Cappella del Paterno, a Tortona

La parola di Don Orione al termine degli esercizi spirituali all'inizio dell'anno di Noviziato.

UNA LETTERA DI DON ORIONE AI NOVIZI RIUNITI A TORTONA

La comunità del Noviziato di Velletri è andata ad abitare al “Paterno”, la casa di Don Orione a Tortona, per una settimana di Esercizi spirituali (1-7 ottobre 2023). Gli esercizi spirituali - guidati da don Flavio Peloso e don Mimmo Napoli.- sono consistiti nel mettere insieme la meditazione della Parola di Dio (lectio divina) e la memoria dei luoghi e insegnamenti di Don Orione (lectio orionina) , la preghiera e il discernimento di vita, e tutto in un clima di rilenzio e di fraternità serena.
Nella Messa conclusiva abbiamo offerto il progetto comunitario dell’anno di noviziato e, al termine, ci ha raggiunto Don Orione con una sua lettera prima del canto a lui caro “Solchiamo un mare infido”.

Questa è la lettera
deuterocanonica di Don Orione
 

Ai Novizi riuniti al Paterno
per gli Esercizi Spirituali
Tortona, 7.10.2023


Figlioli carissimi in Cristo.

Che gioia vedervi riuniti, un cuor solo e un’anima sola, provenienti da differenti nazioni, qui nella povera casa del Paterno che è la casa madre degli umili Figli della Divina Provvidenza. È una grazia grande che voi abbiate potuto fare qui i santi spirituali esercizi all’inizio del vostro anno di Noviziato. Vi ho visti pregare nella Cappella dove celebravo e parlavo ai miei chierici e confratelli, passeggiare nei cortili e in quei corridoi a me tanto cari.

Voi che siete venuti qui agli Esercizi, dovete proprio incominciare una vita nuova. Con San Bernardo ciascuno di voi si chieda: ad quid venisti? Siete venuti per farvi santi, per essere umili Figli della Divina Provvidenza, tutta cosa della Chiesa e del Papa, accesi di carità ardente. Voi, novizi, dovete avere il fervore del noviziato. Ma il fervore viene dal calore, dal fuoco, che è Dio.

E come tenere vivo il fuoco della Carità? Come portare ben dentro di voi e nel mondo la forza di quella Grazia che tutto rinnova, che tutto ristora e instaura in Cristo?

Spogliatevi dell’uomo vecchio che potrebbe portare conseguenze dolorose. Datevi con generosità al Signore. Pregatelo che vi infonda il suo spirito, che vi diriga e vi illumini nella vostra via.

Da dove verrà qualcosa di nuovo nella vita vostra e dei cari poveri a cui io e voi siamo chiamati? La sorgente di ogni novità è l’intimità di Dio data dallo Spirito Santo nei sacramenti e nella preghiera. Ho bisogno di figli santi: niente per sé e tutti per Dio, per la Chiesa e per le Anime. Solo così salverete le Anime e porterete alla Chiesa e a Dio i popoli stanchi, disillusi e smarriti.

Imparate a riconoscere e a collaborare con la Divina Provvidenza, da figli, ma anche da asinelli, da stracci, da facchini della Divina Provvidenza. Non siamo di quei catastrofici che credono il mondo finisca domani: la corruzione e il male sono grandi, è vero, ma ritengo, e fermamente credo, che l'ultimo a vincere sarà Iddio, e Dio vincerà con infinita misericordia. Avremo nuovi cieli e nuova terra. La società sarà restaurata in Cristo, rinnovata e guidata dalla Chiesa. Ma a questa èra, a questo trionfo di Cristo e della Chiesa, noi, per quanto minimi, dobbiamo portare il contributo di tutta la nostra vita. Del resto, non era necessario che la Congregazione nascesse se non per qualcosa di nuovo e di bello nella Chiesa!

Incipit vita nova! Solo dalla Divina Provvidenza viene qualcosa di nuovo nella vita. E le novità più grandi e durature sono venute da uomini e donne che si fecero “servi” e “figli” della Divina Provvidenza. Guardate alla storia sacra: a Mosè, a Gedeone, o Ester, Giuditta, Samuele; guardate a santa Caterina da Siena, a san Gaetano, a san Vincenzo de’ Paoli, al santo Cottolengo e a tanti altri. Coraggio, avanti con coraggio di gran lunga superiore alle nostre forze, perché dove finisce la mano dell’uomo, la continua il braccio di Dio. Ma non dobbiamo vivere e morire in sacrestia; fuori di sacrestia. Nel nome della Divina Provvidenza apriamo le braccia e il cuore a sani e ad ammalati, di ogni età, di ogni religione, di ogni nazionalità: a tutti avrei voluto dare, col pane del corpo, il divino balsamo della Fede. Ora tocca a voi.

La faccia della terra si rinnova al calore della primavera; ma il mondo morale solo avrà vita nuova dal calore della Carità. La carità è il fuoco, la nostra strategia, la nostra musica, il nostro olocausto. Perciò, noi dobbiamo chiedere a Dio non una scintilla di Carità, ma una fornace di Carità da infiammare noi e da rinnovare il mondo.

Avremo un grande rinnovamento cattolico, se avremo una grande Carità. Nemo dat, quod non habet: non daremo alle anime fiamme di vita, fuoco e luce di Carità, se prima non ne saremo accesi noi, e molto accesi. La Carità deve essere il nostro slancio, il nostro ardore, la nostra vita. La causa di Cristo e della sua Chiesa non si serve che con una grande Carità di vita e di opere.

A Tortona, entrando, avrete veduto quei due busti del Cottolengo e di Don Bosco. Questo vi dica, cari figlioli, quale è lo spirito che la Congregazione deve avere: abbracciare i più poveri, gli ammalati, gli umili come li abbracciava il Cottolengo; educare i fanciulli e crescerli alla virtù, come li educava Don Bosco.

E un’ultima cosa ho da raccomandarvi. Siate devoti di Maria, Madre di Dio e nostra, e siate mariani, come Maria e come la Chiesa.

Già altre volte vi ho detto che per amare veramente il Signore, la Madonna, le cose sante, la Chiesa, bisogna farsene quasi una fissazione. Sapete cosa significa essere fissati in una cosa? Vuol dire non veder altro, non amare altro, non voler altro che quella cosa. Qual era lo stato della Madonna verso Gesù? Voi lo sapete: non viveva altro che per Lui! Non parlava che di Lui e per Lui, soffriva e pregava volentieri per Lui; direi, pensava quello che pensava Gesù - se gli fosse stato possibile - tanto il suo amore desiderava essere vicino in sentimenti, pensieri e affetti a quello di Gesù e vivere all'unisono, in tutto, con Gesù.

Vi conforto e assicuro la mia preghiera.

Ave Maria e avanti, fino al santo Paradiso!

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