CROCIFISSO DI DON ORIONE: dalla Chiesa, al Paterno, al Santuario
Cenni di storia del Crocifisso caro a Don Orione.
IL CROCIFISSO CARO A DON ORIONE. PERCHE'?
Durante la visita al Paterno, la casa di Tortona dove Don Orione abitò, giungendo alla sua stanzetta molti visitatori chiedono: “Come mai un Crocifisso così grande in una stanzetta così piccola?”.
Quel Crocifisso era caro a Don Orione, perché ai suoi piedi radunò i primi ragazzi dell’Oratorio. Gli era tanto caro che, quando la chiesa dove si trovava fu chiusa e sconsacrata, fece di tutto per averlo e poi lo pose nella sua stanzetta. Era la sua compagnia più cara, notte e giorno.
Nel 1931, si inaugurò il nuovo Santuario della Madonna della Guardia, e Don Orione fece un sacrificio e donò il “suo” Crocifisso” alla Casa della Madonna. Ancora oggi, chi entra in Santuario vede subito quell’antico e caro Crocifisso. Nella sua stanzetta ora si trova una copia di quello originale.
Don Orione aveva una grande devozione e quasi immedesimazione con il Crocifisso. Gli ricordava l’amore e la passione di Gesù del quale sentì la voce: “Dalla croce, Cristo grida: Sitio! Terribile grido di arsura che non è della carne, ma è grido di sete d’anime, ed è per questa sete delle anime nostre che Cristo muore”.[1]
Ascoltiamo Don Orione che racconta la storia di quel Crocifisso.
“Iniziammo l’oratorio e i ragazzi salivano sui voltoni del Duomo, nella mia stanzetta, e poi a giocare nel deposito sui voltoni. Passò un po' di tempo per noi e tutto era letizia.
Ma ai signori Canonici le grida dei ragazzi davano fastidio. Disturbati nella loro quiete, vedevano con occhio di malcontento il Duomo sempre pieno di ragazzi. S'adoprarono presso il Vescovo, affinché venisse fatta finita....
Chiesi al Vescovo un luogo dove potessimo fare le nostre adunanze. Allora il nostro Vescovo Monsignor Bandi ci mandò al «Crocifisso» che era una antica chiesa, poi chiusa durante la grande guerra. La chiesetta del Crocifisso si trovava - e si trova tuttora - a ridosso della Chiesa di Santa Maria Canale, al fondo di una piazzetta formata da un allargamento di Via Giulia. Si chiama ancora Piazzetta del Crocifisso.
L'Immagine del Crocifisso, che vi era in venerazione, dominava l'altare maggiore, con un'imponenza che lasciava salutare impressione in chi la vedeva entrando dal fondo della chiesa. È di legno, di grandezza quasi naturale, molto devoto; doveva appartenere alla Cattedrale o, almeno, a qualche chiesa o cappella che, in antico, stava sul Castello”. [2]
Il chierico Orione, al Venerdì Santo del 1892, davanti a quel devotissimo Crocifisso, aveva fatto l’offerta dei primi ragazzi, primo germoglio dell'Oratorio che era iniziato in Quaresima, quasi certamente al Mercoledì delle Ceneri con l’incontro di Mario Ivaldi scacciato dal Catechismo.[3]
“La primizia di quei ragazzi, già era stata offerta e, direi, consacrata al Signore, durante la settimana santa, ai piedi del Crocifisso che ora sta al santuario”.[4]
“Nella chiesa del Crocifisso, ai piedi d’una immagine che ora conservo nella mia camera, raccolsi i primi giovani. La Piccola Opera è nata dal Giovedì al Venerdì della Settimana Santa, in una Chiesa del Crocifisso e ai piedi di un Crocifisso.[5]
Don Orione ricordò più volte che “Questa Congregazione è nata in una piccola chiesetta dedicata a Gesù Crocifisso, e detta appunto “Il Crocifisso” di Tortona. Ai piedi di quel Crocifisso si raccolsero i primi ragazzi della strada”.[6]
Nella chiesa del «Crocifisso» gli oratoriani pregavano, facevano esercizi spirituali, cantavano le lodi della Vergine. Ogni tanto, il chierico Orione improvvisava predicozzi vivaci per istillare nei giovani principi sani e tenerli lontani dal male. Poi, giocavano nella piazzetta attigua e per le vie della città.
Don Orione, durante tutta la vita, visse e inculcò la devozione a Gesù Crocifisso come garanzia di spiritualità incentrata sul mistero della salvezza e indirizzata alla salvezza delle Anime.[7]
"La nostra Congregazione ha tre devozioni principali verso Gesù: la prima a Gesù Crocifisso, poiché dovete sapere che la nostra Congregazione è sorta in un umile Oratorio chiamato del Crocifisso e ai piedi del Crocifisso sorse la nostra Congregazione. La seconda devozione è al Santissimo Sacramento; e la terza è al Sacro Cuore di Gesù che tanto vi esorto ad amare e venerare in modo speciale ogni primo Venerdì del mese".[8]
“Quando io entro in un Istituto guardo che quadri ci sono, per farmi un’idea della devozione e dello spirito che vi regna. Quando vedo dei Bambini di Praga, e dei Gesù Bambino Nazareno, penso che in quella Comunità se ne faranno pochi Santi… Non voglio nascondervi, miei cari chierici, che devo fare uno sforzo nel vedere tante nuove devozioni: non perché io le abbia o le possa disapprovare; ma perché vedo che le devozioni preliminari, fondamentali, sono trascurate! Io ho paura che queste devozioncelle abbiano a spegnere la devozione a Gesù Crocifisso.[9] Ed anche quando si parla della regalità di Cristo, molte volte mi fa spavento. La Liturgia ci dice: Regnavit a ligno Deus. Gesù regnò dalla Croce. Oh, come sarei contento che tutti i nostri religiosi coltivassero l’amore e la devozione a Gesù Cristo Crocifisso. Nessun legno fa ardere tanto al fuoco dell’amor di Dio, diceva Santa Teresa, come il legno della Croce. Ecco! Devozione a Gesù Crocifisso, alla Santa Eucaristia, al Cuore di Gesù.”.[10]
Per imprimere la devozione a Gesù Crocifisso ricorreva anche a significative scelte pratiche. Volle che al saluto “Sia lodato Gesù Cristo” si rispondesse “Nostro Dio e nostro Re Crocifisso”.[11] A molte suore mise nel nome il richiamo alla Croce: Maria Ardor Crucis, Sapientia Crucis, Laetitia Crucis, ecc. “Nelle riunioni dei Sacerdoti si è deliberato che in ogni Chiesa della Congregazione, sull’altare maggiore troneggi l’immagine di Gesù Crocifisso. Il centro di tutta la nostra fiducia e speranza è la Passione di Gesù. E non dobbiamo mai dimenticare che la devozione a Gesù Crocifisso è la devozione principale della nostra piccola Congregazione.”.[12]
[1] Scritti 63, 227. Circolare del 3.7.1936; Scritti 70, 3c.
[2] Parola del 2 Luglio 1928; III, 143-145.
[3] A Tortona, in quel tempo, il catechismo dei ragazzi si faceva al Mercoledì durante la Quaresima.
[4] Lettera del 3 Luglio 1936; Scritti 103, 272. Quindi, il primo Oratorio, improvvisato tra stanzetta di Don Orione e deposito sui voltoni del Duomo durò poche settimane; poi si traferì con i ragazzi presso la chiesa del Crocifisso.
[5] Scritti 57, 167; Parola del 6 febbraio 1928; III, 131.
[6] Parola del 13 Settembre 1927; III 126.
[7] “È nel suo cuore [che] s’infiamma la carità, quell’amore forte, sublime, espansivo. E' la voce della carità è l’ultimo gemito del cuore trafitto di Gesù Cristo! Anime! Anime, mi grida; ho sete di anime!”; Scritti 64, 227.
[8] Parola III, 126 e 227.
[9] “La redenzione viene da lì. La redenzione non viene da Santa Filomena o da S. Espedito. Il nostro Redentore è il Crocifisso”; Alle PSMC, Parola I, 158.
[10] Parola del 12 Aprile 1938; VIII, 233-234.
[11] Parola X, 1-2
[12] Parola del 13 Settembre 1927; III, 126.