PARIS - SAINT OUEN: LE FOYER SAINT LOUIS ORIONE
Notes de l'histoire de la présence orioniste a Paris
IL FOYER DI SAINT OUEN: NOTE DI STORIA
Dalla Lettera di Don Flavio Peloso, superiore generale, dopo la Visita canonica del 28 maggio 2007
Il Foyer di Saint Ouen, giuridicamente, non appartiene alla Congregazione, a motivo di una legge del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato che non riconosce alla Chiesa e agli Istituti Religiosi personalità giuridica e che, di fatto, impedisce loro di possedere.
Il Foyer, in Boulevard Victor Hugo, fu acquistato dalla Société Immobiliaire Orione (di cui don Pierre Chamlian era Vice-Presidente) il 17 maggio 1957.
Si trattava di una villetta ottocentesca, a Saint Ouen, Boulevard Victor Hugo, a due passi dalla Senna, in faccia alla fabbrica Alsthom e alla centrale elettrica. Era un quartiere operaio, “rosso” socialista. L’acquisto fu favorito dall’interessamento di Maitre Fouan, il notaio più famoso di Parigi, e di monsieur Lozingues, consigliere immobiliare.
I primi a prendere possesso furono P. Pierre Chamlian e fratel Antonio Russo. Successivamente si aggiunsero i fratelli Pietro Berton e Alfredo Sarto. La villetta fu trasformata in casa per una ventina di giovani lavoratori.
Nel 1997 la Société divenne Association Petite Œuvre de la Divine Providence, un’associazione regolata dalla legge 1901 sugli Enti senza scopo di lucro, gestita da un Presidente.
Di fatto, la gestione ordinaria fu sempre affidata al religioso responsabile. A norma di Statuto, il Provinciale ed il Rappresentante della Congregazione in Francia ne sono membri di diritto dell’Associazione. Da ricordare che se si scioglie l’Associazione i beni vanno ripartiti tra Soci e Stato.
All’inizio, il Foyer si occupò soprattutto dei giovani magrebini appena arrivati in Francia, spesso senza documenti e senza lavoro. Verso gli anni ’70, divenne casa di accoglienza per i parenti dei malati (soprattutto italiani) che arrivavano a Parigi per farsi operare nei vicini grandi ospedali: il Beaujion à Clichy la Garenne et il Bichat, a Porte Saint Ouen.
Al Foyer operarono soprattutto P. Pierre Chamlian [conosciuto come il bricoleur, il tuttofare perché si prestava nelle famiglie del quartiere per ogni tipo di aiuto] fino al 1993, anno della sua morte. Per qualche tempo fu presente P. Gino Carradori e P. Antoine Pilotto che subentrò a P. Chamlian.
Dopo la morte di P. Chamlian, il Foyer rimase chiuso per tre anni.
Nel 1997, il Foyer fu radicalmente ristrutturato dalla Provincia di San Marziano con una spesa di circa 300.000 euro. La spesa per questi lavori dovrebbe risultare nel bilancio dell’Associazione come “prestito” e corrisposta nei tempi e forme possibili.
Nel 1999, è stato modificato lo Statuto dell’Associazione.
La Provincia San Marziano, a inizio degli anni 2000, ritirò i religiosi dalla vicina parrocchia di Persan e aveva deciso di disimpegnarsi anche dall’attività del Foyer.
In data 11 settembre 2004, con lettera della Direzione generale, seguita a contatti precedenti con i rispettivi Provinciali, venne deciso il passaggio del Foyer Don Orione dalla Provincia San Marziano alla Vice-Provincia Notre Dame d’Afrique. Si trattava evidentemente di un passaggio di gestione e responsabilità.
L’incaricato del Foyer divenne P. Natale Lucidi.
Avendo poi la Vice Provincia francofona manifestato le proprie difficoltà a inviarvi personale, almeno nei prossimi 5-6 anni, nella lettera del 16.7.2007 (FP/07.88), dopo la visita canonica al Foyer, il Superiore generale determinava che “dopo la temporanea presa in responsabilità da parte della Vice-Provincia N. D. d’Afrique, ora il Foyer ritorna in totale responsabilità della Provincia San Marziano”.
Nella visita canonica generale del maggio 2007, il Foyer contava con 10 stanze con 14 posti letto disponibili. Svolgeva attività di accoglienza temporanea a persone con diverse esigenze e disagi vari: qualche studente (soprattutto africani), lavoratori (in particolare delle Antille) in attesa di trovare una casa; persone italiane e non che sono a Parigi con differenti necessità.
La Congregazione ha avuto anche altre presenze in Francia: prima a Casseneuil (scuola); poi a Plailly e Persan (parrocchia).

