LA MADONNA SEMINATA NELL'ORTO
Un altro racconto di Don Orione, semplice nel linguaggio ma ben documentato.
LA MADONNA SEMINATA NELL'ORTO
Sapete che il primo Collegetto per i ragazzi poveri di Tortona fu aperto a San Bernardino nel 1893. Ero chierico di 21 anni. L’anno dopo i ragazzi erano cresciuti così tanto di numero che dovemmo trasferirci nell’edificio “Santa Chiara” che prima era un monastero e poi una caserma. Il Comune di Tortona ce lo diede in affitto per dieci anni dal 1894 al 1904.
Quando cominciava ad avvicinarsi la scadenza del contratto dovevamo trovare un’altra sede adeguata. Io avevo messo gli occhi su di un edificio che stava proprio di fronte al collegio Santa Chiara, sulla via Emilia. Era di proprietà del Vescovo e vi abitavano alcuni sacerdoti Oblati, cioè a disposizione del Vescovo.
Ma come fare? Mi affidai alla Madonna Santissima.
Attraversavo spesso il cortile di quella Casa e l'orto che mette in Via Carlo Mirabello e si rinnovava quel desiderio: Oh! se questa Casa fosse per i miei ragazzi! Ma non scacciavo il pensiero, come fosse una tentazione di avere la Casa altrui. Anzi, il desiderio diventò invocazione alla Madonna: Oh! Se la Madonna mi concedesse questa Casa per i miei figli.
Un giorno in cui sentivo più viva questa voce nel cuore, presi una statuetta della Madonna, la chiusi fra due coppi, ho vangato un po' e ho seminato la Madonna in un angolo dell'orto. Ci penserà la Madonna.
Dopo qualche tempo, inaspettatamente, mons. Bandi mi propose di acquistare la Casa Oblatizia di Via Emilia perché era quasi vuota e in pessime condizioni. Mi chiese 25.000 lire perché la diocesi aveva bisogno di soldi per la costruzione del seminario di Stazzano. Già questa proposta del Vescovo mi sembrò un miracolo e per di più arrivarono anche i soldi per pagarla. La signora Zurletti di Alessandria diede 20.000 lire e le 5000 lire mancanti ci furono prestate da Don Innocenzo Zanalda.
Cominciammo a fare trasloco già nell’ottobre 1904, ma divenne completo solo l’anno seguente. Nei mesi estivi del 1905 furono ultimati i lavori di adattamento e di costruzione di un altro piano dell’edificio. Ricordo che Mons. Novelli, rettore del seminario, venne a dare la benedizione. Sapendo che quella Casa era tutta opera della Madonna, io feci mettere, tra il ponteggio e le travature non del tutto tolte, il quadro della Madonna del Buon Consiglio, donato dallo stesso Mons. Novelli… Attaccai i biglietti da mille e li disposi a raggiera attorno a quel quadro.
E così iniziò la Casa della Divina Provvidenza, casa madre della Congregazione.
Non è finita. Io non ci pensavo più ma, un giorno, l’eremita fra Colombano, zappando nell’orto, scoperse un tesoro nascosto. Corse a darmi la notizia: "Ho trovato la Madonna sepolta nell'orto". Nel frattempo la Madonna si era impadronita della Casa e l’aveva passata dalle mani del Vescovo nelle mie mani. Capite perché dico sempre che la Madonna è la nostra Madre e celeste Fondatrice?
Quando avete un desiderio grande, bello… mandate avanti la Madonna! Lei sa come fare, come aprire le porte. È la Madre della Divina Provvidenza.

