La Madonna salì lo scalone del Paterno di Tortona
La Madonna salì lo scalone del Paterno di Tortona nell'ottobre 1904. Cosa scrisse e fece Don Orione? Don Orione mai volle che si cambiasse lo scalone su cui passò.
La Madonna venne a visitare il Paterno
Nel 1904, Don Orione e i suoi ragazzi dovevano assolutamente traslocare dall’ampio Istituto Santa Chiara di Tortona perché era terminato il contratto decennale e il Comune intendeva dare altra destinazione all’antico monastero/caserma Santa Chiara. Don Orione cercò inutilmente un altro edificio adatto allo scopo. Passava per il cortile e l’orto della Casa oblatizia di Via Emilia e, venendo quella casa, sospirava e pregava. Ricorse alla Madonna, a modo suo: scavò un poco nell’orto e vi “seminò” una statuetta della Madonna posta tra due coppi. Pensaci tu, tu sei la nostra fondatrice.
E ci pensò con due “coincidenze” che fanno pensare alla Madonna: il Vescovo inaspettatamente propose a Don Orione di comprare quella vecchia casa e la signora Zurletti donò le 25 mila lire per comprarla.
Ebbene, in questo clima avvenne un altro fatto.
Nel 1904, concluso l’accordo con il Vescovo, si stavano facendo lavori della casa per ampliarla e renderla più adatta allo scopo.
Tra tanta confusione di operai e di gente curiosa, ci fu una visita speciale, come informa Don Orione. “Il Vescovo è stato qui - e forse lunedì o martedì tornerà perché vuole vedere Fra Pellegrino.[1] Io l'ho dovuto avvertire di questo frate, perché pare che, il 26 ottobre 1904 mattina, e anche prima, la Madonna SS. abbia veramente visitata questa povera casa, entrando con lui dal portone e poi attraversando il cortile e venne su per lo scalone e sparve in una nube nell'atrio della cappelletta. Gli ha anche parlato. Pare che fosse vestita come quella che è lì a Sanremo. Comunque queste cose non sono - se anche vere - che le consolazioni di Dio e noi non è questo che dobbiamo cercare, ma il Dio delle consolazioni”.[2]
Si sparse la voce. La Madonna è venuta a visitare la Casa, è salita su per lo scalone!
Nel progetto di ristrutturazione della casa era previsto anche l’abbattimento dello scalone che portava al piano della Cappella. Don Orione, lontano da Tortona, scrisse a Don Sterpi il 25 agosto 1905: “Lo scalone attuale si lasci dove è. Questo scrivo ancora oggi 25”. [3]
Il giorno dopo lo ribadì anche a Don Goggi il 26 agosto 1905: “Si faccia tutto colla maggior economia, continuando lo scalone, che non si deve toccare perché si è degnata passarci la Madonna”.[4]
Ogni tanto ritornava il tema di intervenire su quello scalone ampio in pietra grigia. Ancora con Don Sterpi confermò la sua volontà al riguardo: Don Orione, lontano da Tortona, scrisse a Don Sterpi il 3 settembre 1908: “Quanto allo scalone per quanto è possibile e finché è possibile desidero che rimanga intatto per la fede che ho che vi sia realmente passata Maria SS. e perché sento che quando faccio quella scala, mi si alimenta la pietà; quanto al mettere la casa in comunicazione si potrà ugualmente in modo diverso”.[5]
A ricordo di questo fatto, Don Orione fece collocare una nicchia con la statua della Madonna, Signora e Visitatrice del Paterno. La si vede ancora oggi, in dolce posa di accoglienza, in cima alla prima rampa dello scalone che sale alla Cappella.
[1] Si tratta di Fra Pellegrino Panella; nel 1908 Don Orione lo accompagnò in Calabria, ad assumere la custodia del Santuario della Madonna della Grotta a Praia di Aieta. Di lì, nel 1910, fra Pellegrino passò nella comunità degli eremiti a Monte Spineto.
[2] Don Orione a Don Sterpi, minuta del 3 settembre 1908; Scritti 10, 200 e anche 56.
[3] 1 Scritti 10, 103.
[4] Lettera a Don Goggi; Scritti 30, 91.
[5] Lettera del 3 settembre 1908; Scritti 10, 200.

