TORTONA : DALLA MADONNA DELLA SCULTA (sec. VIII) ALLA MADONNA DELLA GUARDIA (sec. XX)
La storia restituisce l'importante notizia della presenza di una chiesa dedicata a Santa Maria Sculta (della Guardia) nella Tortona del sec. VIII.
DALLA MADONNA DELLA SCULTA (sec. VIII) ALLA MADONNA DELLA GUARDIA (sec. XX)
di Flavio Peloso
A Tortona, sul lato occidentale del Castello di Tortona, esisteva un’antica chiesa denominata “Santa Maria Sculta”. Questo titolo corrisponde al nostro “Madonna della Guardia”, perché “sculta”, in italiano, significa “guardia”.
La notizia fu fatta conoscere da Gian Domenico Serra, nella "Rivista di Studi Liguri”, XVII (1951), p. 233. A divulgarla nel Tortonese fu lo storico don Clelio Goggi scrivendone nel Bollettino della “Madonna della Guardia” di Tortona, nel 1961.
L’illustre professore Serra scrive: «All’età torbida delle prime incursioni barbariche risalivano i più antichi dei numerosi castelli piemontesi - detti singolarmente “Castrum vicinale” o “Castrum viciniorum” ed ancora “Receptum” o “Restrictum” o “Retractum” -, cui erano obbligati, ancora in tarda età medioevale, i vicini, ossia gli abitanti uno stesso vico, a prestar servizio di guardia per turno e per drappelli sulle mura del loro castello rurale o dalle alture della campagna circostante, che prendevano pertanto il nome di “custodia”, “specula”, “speculorium”, “sculta”, o “sculca”, “varda” o “guardia”, a salvaguardia del loro territorio, dei campi e dei vigneti e dei prodotti agricoli, incastellati, ricettati o ristretti nel loro “receptum” o “retractum”, ossia “castello vicinale”. [1]
La cronaca di Fra Jacopo da Acqui[2] così racconta l’assedio con cui Carlo Magno cinse Tortona: “Distrutta Serravalle (Libarna) l’imperatore Carlo condusse l’esercito dei cristiani contro Tortona (Alba Spetia) e l’assediò da due lati, cioè dalla pianura e dal monte, dov’è la Scholta: e in occasione di quello assedio fu costruita da Rolando la prima chiesa, detta ancor oggi “Santa Maria della Guardia”»..[3]
Questi fatti ci riportano all’anno 773 quando Carlo Magno varcò le Alpi per muovere guerra al re longobardo Desiderio, che si era rifugiato nella fortissima capitale di Pavia. Documenti antichi informano che il re Carlo con il suo esercito, giungendo a Tortona, l’avrebbe assediata e distrutta perché si era schierata a favore del re longobardo. Decisiva per la capitolazione della città sarebbe stata la costruzione di un “Ravanin”, un canale scavato dai Franchi per interrompere i rifornimenti d’acqua alla città. In seguito, Carlo Magno avrebbe proseguito verso Pavia, dove completò la sconfitta di Desiderio.
C’è da dire che le fonti carolinge principali (Einhard, Annales Regni Francorum) non menzionano l’assedio di Tortona. È probabile che la storia sia una elaborazione locale successiva,[4] ma è plausibile che Carlo Magno, dovendo passare per Tortona, abbia superato qualche sua resistenza durante la marcia verso Pavia.
È in questo contesto storico che fu costruita l’antica chiesa di "Santa Maria Sculta".
A distanza di 12 secoli, a Tortona, nel quadro storico di un diverso “assedio”, quello della prima guerra mondiale, fu fatto Voto e costruita un’altra Chiesa dedicata alla “Madonna della Guardia”.
È una preziosa testimonianza della fede del popolo cristiano che, già nell’800, si rivoleva a Maria come “guardia” e “protezione” nelle vicende della vita.
Don Orione e i Tortonesi del 1900 non sapevano di quell’antica chiesa di Santa Maria “Sculta”, ma avevano la stessa fede nella “Guardia” materna e potente di Maria.
[1] Anche il santuario sul monte Figogna, sopra Genova, è dedicato alla "Madonna della Guardia" perché sulla sua sommità sorgeva un'antica postazione di guardia. La cima del monte era un punto strategico per "fare la guardia" a Genova, avvistando navi o eserciti nemici, proteggendo così la città. Quando il 29 agosto 1490, il contadino Benedetto Pareto raccontò di aver visto la Madonna che gli era apparsa, riferì che questo avvenne “alla Guardia”. Di qui il nome e la devozione alla Madonna della Guardia.
[2] Fra Jacopo da Acqui fu un frate francescano del XIII, è autore del “Chronicon” (o “Imago Mundi”), una storia universale con forti radici piemontesi; per Tortona e dintorni è una fonte importante per il periodo tardo-medioevale.
[3] Clelio Goggi, storico tortonese, Bollettino della Madonna della Guardia di Tortona, 1961; Don Orione nella luce di Maria, p.1317.
[4] Nel Chronicon Derthonense, del XII-XIII secolo, si ha la prima menzione della distruzione di Tortona da parte di Carlo Magno; il Chronicon de rebus Derthonensibus (o annali tortonesi medievali), del XIII–XIV secolo, riporta una descrizione più dettagliata e parla dell’assedio di tre giorni e dell’incendio della città.

