Ven. FRATE AVE MARIA: Occorre accettare dalle mani della Divina Provvidenza questo esercizio di pazienza, non pazienza per forza che non varrebbe una scorza, ma pazienza per fede in Gesù benedetto che ci dice che con la nostra pazienza possederemo ¬la nostra anima: pazienza per amore di Dio.
Buona notte
In Evidenza
1922: Apertura dell’Orfanotrofio maschile «Card. Pietro La Fontaine», a Lido di Venezia, affidato alle «Piccole Suore Missionarie della Carità». 1928: Inaugurazione del «Probandato Sant’Antonio di Padova» per le missioni estere, in Voghera (Alessandria), nell’ex convento dei Francescani Minori, dove il giovane Luigi Orione venne accolto negli anni 1885–1886. 1933: Inaugurazione dell’Istituto «Villa Charitas», in Tortona, per l’assistenza agli orfani, affidato alle «Piccole Suore Missionarie della Carità». 1933: Inizio delle attività presso il Santuario della «Madonna del Pianto e del Mirteto», in Ortonovo (La Spezia).
CORRIDORI O GIORNALISTI AL TOUR?
Questo apologo è di Don Guido Berardi, sacerdote, sportivo, biblista, formatore di preti (Il profeta, ed. Segno, 2006).
La Chiesa non l'edificano i preti-sapienti - spiegava ai suoi allievi del Seminario - ma i preti-parroci. E proseguiva con un'altra delle sue parabole.
Si doveva correre il giro ciclistico di Francia. Si presenta davanti agli organizzatori il grande Gino Bartali. I giudici del Tour lo interrogano: quanti metri è alto l'Izoard? A quale quota c'è il traguardo della montagna sul Galibier? In che regione si trova il Tourmalet? E avanti così.
Il povero Gino non sa rispondere, ma si difende: quando c'è da pigiare sui pedali, lo faccio; se c'è il fango corro lo stesso, fatemi provare.
No, rispondono i giudici, non sai niente, non puoi correre il Tour. A casa!
Chiamarono un giornalista e lo interrogarono: fu bravissimo. Ecco uno che può correre! Arruolato!
Un altro ciclista: niente da fare, a casa! Un altro giornalista: bravo anche te, a correre!
Alla fine partirono in bicicletta solo i giornalisti e i corridori tornarono a casa. Cominciarono le salite: il pubblico gremiva i margini della strada pronto ad applaudire. Ma non arrivava nessuno. Tutti stremati, a terra! E la gente cominciò a fischiare. Il Tour fu un fallimento.
Ragazzi, - concludeva don Guido rivolto ai suoi giovani apprendisti preti - noi professori siamo i giornalisti e i parroci sono i corridori. Voi sarete i corridori che si affannano sotto il sole, con la pioggia, la neve, la bufera. Sarete voi però a edifica¬re la Chiesa con la fatica di ogni giorno. Gesù non ha fatto il giornalista.